L’era digitale: l’epoca dolceamara in cui tutti siamo immersi. Trasformiamo gli allineamenti vis-à-vis in “una veloce call”, impariamo attraverso e-learning, aggiorniamo gli amici con note vocali troppo lunghe, seguiamo lezioni di yoga in streaming e ci innamoriamo con uno swipe. Abbiamo persino iniziato a sorseggiare il caffè davanti a una videocamera, in un digital cafè sull’importanza di coltivare connessioni autentiche. La realtà si sta dematerializzando sotto ai nostri occhi. Celata tra i pixel, una domanda attraversa gli schermi di tutto il mondo: essere presenti di persona è destinato a passare di moda?
Il dibattito è tutt’altro che teorico: sta già trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e creiamo. Dagli algoritmi che ci promettono di farci trovare l’anima gemella agli NFT che, ben lontani dal tramonto, stanno silenziosamente passando da asset speculativi a infrastrutture digitali essenziali: la rivoluzione tecnologica tocca ogni settore e trasforma ogni relazione. Chiedendoci, se non imponendoci, di ridefinire anche quella tra brand e pubblico.